A Scuola di internet

Ho sempre pensato, frequentando la scuola, come sarebbe stato, cosa avrei detto e come mi sarei comportato se fossi stato io dall’altra parte della cattedra. Io con qualcosa da dire, da spiegare, come farlo, che parole usare, come coinvolgere la classe. Il mio lavoro di esperto informatico mi ha portato a fare questa esperienza. L’ho fatto come responsabile di prodotto prima, e di mercato dopo, presentando la tecnologia ai miei pari.

Ottimo: con il mio carattere mi trovo a mio agio in questi contesti, ma l’esperienza più piacevole l’ho vissuta più di recente, la sto ancora vivendo. Tra le azioni riguardanti la responsabilità sociale di Dimension Data, con un gruppo di colleghi abbiamo sviluppato un progetto mirato alla conoscenza e all’uso consapevole di Internet per gli alunni delle classi di quinta elementare e terza media.

Con questo gruppo, in poco più di un anno abbiamo avuto modo di conoscere un migliaio di ragazzi tra i 10 ed i 13 anni, con i quali abbiamo interagito utilizzando un linguaggio da genitore e anche da esperto informatico.

Scopo del progetto è di guidare i ragazzi attraverso un percorso che faccia comprendere loro i vantaggi dell’evoluzione tecnologica, mettendo in luce i relativi rischi cui si va incontro esplorando un mondo in parte sconosciuto.

Per prepararci abbiamo raccolto documentazioni, filmati in rete, argomenti di interesse per fasce d’età, e domande di genitori, ragazzi e insegnanti.

Le ore trascorse in classe non sono mai presentazioni statiche e a senso unico: diamo ampio spazio a loro, bambini e adolescenti, per farci raccontare cosa sanno e cosa fanno, come interagiscono con i dispositivi, come utilizzano i social network, le chat e i giochi online.

In apertura abbiamo catturato la loro attenzione e il loro interesse affascinandoli con i dietro le quinte della rete, della tecnologia e della rete mondiale, dei Datacenter e la Cyber Security.

Abbiamo comparato l’evoluzione tecnologica con l’evoluzione della meccanica nelle automobili: come una macchina deve essere guidata con coscienza su strade sicure, allo stesso modo uno smartphone, un tablet o un PC devono navigare su in sicurezza (evitando come strade dissestate i siti insicuri e impropri), passando per la manutenzione di un buon meccanico (aggiornamenti di antivirus, sistemi operativi ecc) ed evitando minacce di “pirati della strada” (hacker, adescatori, ecc.).

I concetti fondamentali su cui ci soffermiamo a lungo sono l’importanza e la delicatezza dell’identità e della traccia digitale, così come dato condiviso, e i rischi cui si va incontro disseminando in rete abitudini e gusti;

Abbiamo censito i social network più utilizzati e nel corso dei mesi ci siamo adattati  alle novità della rete, si trattasse di una nuova funzionalità, una nuova chat o un nuovo servizio, certe volte anticipando i tempi o altre seguendo le curiosità di  ragazzi e genitori con domande di questo tipo: “Cosa ne pensi di Musically? Cos’è una chat roulette? Gemme illimitate per Clash Royale, è vero?”.

Un altro concetto al quale dedichiamo tempo e spazio, è un messaggio cruciale: se condividi un pensiero, una foto o un contenuto, lo rendi pubblico, non è più tuo e non è più cancellabile dalla rete.

Per ogni classe, questo è certo,  ci sarebbe aneddoti da raccontare, un volto, un sorriso, l’emozione di un alunno o un’alunna particolarmente sensibili e la sgridata di un insegnante severo…

Il progetto “A scuola di Internet” di Dimension Data prevede anche, in conclusione, una sessione serale con gli adulti, genitori e insegnanti.

Riportiamo ai genitori cosa ci hanno raccontato i ragazzi a scuola, ma soprattutto cosa potremmo sapere e fare di più noi adulti, che siamo  “immigrati digitali” rispetto ai ragazzi, che sono invece “nativi” digitali.

In alcuni occasioni i gap generazionali si rendono evidenti: mostrando una serie di youtuber i ragazzi urlano e li imitano, mentre gli adulti si domandano chi siano.

Non è facile essere utenti consapevole della rete: ecco perché mettendo a fattor comune le conoscenze si cresce insieme, genitori, alunni, insegnanti ed “esperti”, per un mondo di opportunità da cogliere, sapendo evitare o mitigare i rischi di minacce sempre in agguato.

Minacce, sì. Le affrontiamo facendoci raccontare dai ragazzi la storia del “Cavallo di Troia”, ma anche mostrando loro video sul bullismo (in questo caso il messaggio più importante è che se si assiste e se  si condivide, si diventa corresponsabili), sul sexting, sui furti di identità digitale e sulla dipendenza dal gioco online.

Dedichiamo sempre più tempo a questo progetto; siamo un gruppo di volontari, prepariamo le presentazioni durante le pause pranzo, dedichiamo le serate con agli adulti, ma siamo premiati ogni volta che riceviamo i complimenti dai dirigenti scolastici e i ringraziamenti dai ragazzi e dai genitori.

Stiamo avendo inoltre la possibilità di confrontarci con altri specialisti del settore quali Onlus e Consulenti legali che aumentano la nostra capacità di interagire e stimolare la crescita delle famiglie verso un uso consapevole d’internet, e ci piace chiudere i nostri interventi così: “Buona navigazione a tutti!”.

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